Prof.ssa Sandra Lucarelli - "INCONTRI 2004", Pisa -

(settembre 2004)

La quotidianita' imprime forme e sortilegi, evocate da carte di giornale erompono immagini, riflessi di memorie, captazioni volitive di lirismo, poesie nella prosa d'ogni giorno.
I temi possono essere ermetici, come le mura di un castello Aostano dove Livi Cavedon vive quotidianamente. E' il castello di Sarre, e' lo scenario di Mitica suggestione del Nord che rievoca le Chanson e la Langue d'Oc.
Ma i nuovi paladini stanno dentro a sogni infranti come specchi, si sviluppano nei frammenti per scrutarci con gli occhi della storia dentro a nature immortali da Picasso a Morandi, nella estrema convinzione di un'interiorita' in luce ed in "nuce", nocciolo di tutta la questione esistenziale.


Vittorio Sgarbi

(11 luglio 2001)

Caro Livio,
coraggio e non disperare. Anche Van Gogh non ebbe fortuna in vita... ma ha continuato a credere nella sua arte, e la passione è un grande aiuto per superare le difficoltà del mondo artistico.


Lyon

(15 febbraio 1996)

Je te remercie pour les deux dessins sur papier journal que tu m'as envoyés. Je les trouve beaux dans la simplicité du matériau utilisé.
Je me semble y percevoir une grande recherche de pureté de Style et de fond. Le papier journal, avec son propre climat de formes et de couleurs banales, ajoute à cela une aura de mystére. Le tout respire la modestie et une sorte de fragilité prêcieuse particuliérement touchante. Du moins c'est quelque chose de mon sentir au contact de ces deux dessins.
Bonne continuation à l'artiste.


"Città nostra" - Milano -

(16 febbraio 1986)

E' un linguaggio il suo, che fino a pochi anni fa, poteva sembrare difficile. Il suo risultato ottenuto ha qualcosa di magico, di sorprendente che lo fa entrare nel bagaglio culturale dei più... [...]

I dipinti di Livio Cavedon parlano in profondità di una magia del colore e del movimento che non manca nè di mistero nè di poesia; qualche cosa dove l'estasi spirituale è in perfetto accordo con il dinamismo di un'intensa ricerca interiore.
Mi rendo conto vedendoli che il suo cammino è passato, attravero i monti, da tante notti alternate ad albe trionfanti. Tutto ciò prende alla testa, al cuore, allo stomaco, in una dimensione che non perde mai di vista la realtà umana. Ci vuole una profonda umiltà per raggiungere una espressione così giusta della propria unità d'intelligenza e di sensibilità che la forza vitale, così sorprendente, allontana da ogni tentazione di intellettualismo compiacente. In poche parole, è una pittura autentica, senza sofosticazione mentale che esprime l'identità vera, concreta, palpabile del pittore, benchè tessuta di strana luce soprannaturale.


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2004